Dal Ballo del qua qua in poi, la Rivoluzione dei Garofani… in musica!

E’ una strana storia musicale questa. La storia di una rivoluzione in cui la musica è suo malgrado protagonista, nel bene e nel male.

Siamo nel Portogallo del 1932 quando Antonio de Oliveira Salazar viene nominato Presidente del Consiglio. In questa veste modifica la Costituzione ed assume pieni poteri. E’ l’inizio del fascismo portoghese, anzi della dittatura fascista portoghese.
I prossimi 42 anni saranno caratterizzati da un duro regime che, supportato dalla PIDE (Polícia Internacional e de Defesa do Estado), soppresse la dissidenza e ogni altro tipo di opposizione politica, dissolvendo i sindacati e annullando la libertà di stampa. E’ il periodo più cupo, complesso e controverso del Portogallo del XX secolo.
Ma non è di questo che voglio parlare…

Saltiamo agli anni ’50, quando in un paesino portoghese a sud di Lisbona, Grândola, esisteva già da inizio secolo la Sociedade Musical Fraternidade Operária Grandolense, una sorta di scuola musicale con annessa Filarmonica gestita da operai. Pur non trattandosi dichiaratamente di una associazione comunista, Salazar fiutò aria di sindacato e fu la fine! La Sociedade Musical fu repressa e costretta a deporre i propri strumenti musicali.
Si trattò di un’azione di forza contro un’associazione cooperativa, la prima di una lunga serie. Simbolicamente però fu colpita la Mùsica!

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Grandola, in ricordo della canzone che cambiò la storia del Portogallo

Qualche anno dopo, nel 1964, uno dei più grandi cantautori portoghesi José Alfonso, meglio noto come “Zeca” (diminutivo di José), andò a suonare proprio a Grândola e dovette restare fortemente colpito dalla storia della Società Operaia Musicale soppressa se, nel 1971, scrisse la canzone Grândola Vila Morena,  Grândola città dei mori. Brano molto intenso, praticamente senza accompagnamento se non quello ritmico, dichiaratamente anti-regime, ispirato e dedicato ai fatti della repressione operaia. Incluso nel cd Cantigas de Maio (cantiche di maggio) fu immediatamente proibito e Zeca, già segnalato come oppositore del regime, imprigionato e perseguitato più volte dalla PIDE, fu nuovamente arrestato.

Ma il vento stava cambiando.

Nell’aprile del 1974 a Brighton, nella liberalissima Inghilterra, si svolge l’Eurovision Song Contest. gigliola_cinquetti-si_s_1Gli ABBA vincono la finale del 6 aprile con Waterloo, seguiti al secondo posto dalla nostra Gigliola Cinquetti che canta “SI”. Per curiosità, i censori della nostra democratica RAI, dato che in Italia nel maggio dello stesso anno ci sarebbe stato il referendum per l’abrogazione del divorzio, decisero di non mandare in onda la finale dell’Eurofestival e di censurare la canzone fino a dopo il referendum per non condizionare i votanti con questo “SI” ripetuto troppe volte dall’ignara Cinquetti.
PauloCarvalhoAdeusMa a noi interessa il fondo della classifica dove al terzultimo posto si piazza il portoghese Paulo de Carvalho con il brano “E depois do adeus” (e dopo l’addio), tipica canzonetta degli anni ’70, vincitrice, nell’anno precedente, del Festival della RTP (Rádio Televisão Portuguesa), una sorta di Sanremo lusitano. La canzone parla di un amore finito, il rimpianto, le emozioni, Partire è morire/così come amare/ è vincere / e perdere o anche sei fiorita/ e io ti ho colto.
La canzone, probabilmente destinata al dimenticatoio, avrà invece pochi giorni dopo un’inattesa consacrazione.

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José Alfonso

All’inizio degli anni ’70, il Portogallo è al collasso. Molte colonie africane lottano da tempo per la loro indipendenza e il sacrificio umano richiesto dalla guerra coloniale per un paese così piccolo comincia a diventare troppo elevato. L’isolamento geografico e politico determinato dal motto/mito salazarista “orgogliosamente soli” ha trasformato la nazione in una periferia europea. Ignoranza e povertà hanno fatto il resto (il regime incoraggiava l’ignoranza).
Salazar si ritira nel 1968 per problemi di salute e muore nel 1970. Il governo passa nella mani del Prof. Marcelo Caetano, che dopo una sorta di primavera Marcelista, riprende la dittatura di sempre.

Nell’Aprile del 1974 la svolta!

Già da un anno, un’associazione militare formata da capitani attivi nelle guerre coloniali denominata MFA (Movimento das Forças Armadas)  lavora in segreto per trovare il momento giusto per liberare il paese da Caetano e dalla PIDE (che nel frattempo è stata ribattezzata DGS – Direcção Geral de Segurança, Direzione Generale di Sicurezza).
461409_367982579910351_192883077420303_953859_18010796_oL’azione viene programmata per il 25 aprile del 1974, strana coincidenza con la data della liberazione italiana. In un paese in cui i mezzi di comunicazione liberi erano praticamente inesistenti, come dare il segnale coordinato della Rivoluzione?
Rádio Renascença, una radio di stampo cattolico, insospettabile, mandava in onda tra mezzanotte e le 2 la trasmissione “Limite”.
Sfruttando una rete di amici compiacenti, si decide di utilizzare la sua emissione per inviare un segnale cifrato in musica, anzi due!

Ed ecco che torna in gioco Joao de Carvalho con “E depois do adeus”. Il brano è scelto perché assolutamente innocente, un “adeus” simbolico che deve dare invece il segnale di inizio alle operazioni anti-regime, una sorta di “pronti” a cui seguirà il “via” che, indiscutibilmente, sarà la canzone “Grândola Vila morena”1, la canzone proibita di Zeca; se riuscirà ad andare in onda, sarà la conferma che la Rivoluzione è davvero iniziata, una canzone censurata in una radio cattolica!

E così…

Alle 23 in punto parte la primeira senha, il primo segnale: il presentatore, João Paulo Dinis, d’accordo con l’MFA, annuncia “mancano cinque minuti alle 23 e sarà con voi Paulo de Carvalho, che vi canterà il suo grande successo dell’Eurofestival ‘E depois do adeus’ “. Finisce il suo turno e torna tranquillo a casa.
La macchina della Rivoluzione intanto scalda i motori.
Lo speaker del programma “Limite” che segue non sa nulla dei piani rivoluzionari. Legge ignaro la scaletta che gli hanno preparato e non si accorge di niente, dilungandosi con la pubblicità per interminabili 19 secondi rispetto al previsto.
Il tecnico compiacente Manuel Tomás, da dietro al vetro di regia tira un sospiro di sollievo e fa partire alle 00:20 (e 19 secondi!) la canzone Grândola vila morena, la cosiddetta célebre senha – celebre segnale –  che dà ufficialmente il LA alla rivoluzione.

Dieci minuti dopo, Lisbona è in fermento seguita a ruota dal resto del Portogallo. Iniziano gli arresti degli ufficiali rimasti fedeli al regime; il governo non ne è ancora al corrente, nemmeno quando al Campo di Istruzione Militare di Santa Margarida i rivoluzionari hanno fatto incetta di carri armati e blindati.
O terreiro do Paço, piazza del Commercio, la piazza principale della città, è stracolma di persone e militari.
Potrebbe succedere di tutto, la tensione è forte.
Una ragazza2 con un mazzo di garofani rossi ne infila uno nella canna del fucile di un militare, distribuendone poi il resto ai soldati e avviando un benevolo effetto a catena. I garofani rossi sono ovunque. E’ ormai ufficialmente la Rivoluzione dei GarofaniImg6344, in portoghese Revoluçao dos cravos, posti nei fucili invece dei proiettili in segno di pace e libertà. Il rosso diventa il colore dominante della rivoluzione di aprile, una coincidenza che racchiude in sé il significato del sangue e del fuoco, simboli fondamentali della vita.

In meno di 18 ore Marcelo Caetano è già su un aereo per il Brasile e il Portogallo è libero!

Grandola vila Morena e Depois de adeus passano alla storia per sempre.

Ma la musica di questa rivoluzione non è ancora finita.
Durante la notte e nelle ore successive si alternano i comunicati radiofonici e televisivi dell’MFA che tranquillizzano la popolazione e aggiornano sullo stato degli eventi.

Ogni comunicato è seguito o preceduto da uno o più brani musicali.
Per curiosità voglio elencare quelli in cui mi sono imbattuto. Ognuno ha in sé un qualche significato.

  • Alle 4.26 della mattina del 25 aprile, la Rádio Clube Português trasmette il primo comunicato. E’ singolare che il comunicato sia preceduto dal brano “Baile dos Passarinhos“. E’ la versione portoghese del nostro “ballo del qua qua”! E’ probabile che fosse già in scaletta.
  • Al primo comunicato delle 4.26 seguì A Portuguesa, inno nazionale,
  • A Life on the Ocean Waves (Epes Sargent e Henry Russell 1838), una marcia americana scelta dall’MFA come suo inno. I comunicati spesso aprivano o chiudevano con le sue note.
  • Molte marce militari vengono mandate tra un comunicato e un’altro, tra queste anche “Stars and Stripers Forever“, la principale marcia americana.
  • La sinfonia di Beethoven n. 3 “Eroica”, in finale del telegiornale delle 18.40. Marcelo Caetano si è arreso.
  • Canzoni di Viniciu de Moraes, non saprei dire quali, nel telegiornale del 25 di aprile delle 22.20 vengono annunciate senza titolo. Si tratta di brani distensivi dato che Marcelo Caetano si è arreso alle 16.30 ed è stato imprigionato alle 19.30. Quindi niente di meglio di una bossanova brasiliana per calmare gli animi.

Il primo comunicato dell’MFA preceduto dal “Ballo del qua qua”!

Di seguito il testo di Grândola, Vila morena, secondo un personale parere, un piccolo capolavoro di testo, metrica e musica.
Si noti come ogni quartina è seguita da un’altra che ripete a grandi linee gli stessi versi in ordine inverso.

Grândola, vila morena
Terra da fraternidade
O povo é quem mais ordena
Dentro de ti, ó cidade
Dentro de ti, ó cidade
O povo é quem mais ordena
Terra da fraternidade
Grândola, vila morena.

Em cada esquina um amigo
Em cada rosto igualdade
Grândola, vila morena
Terra da fraternidade
Terra da fraternidade
Grândola, vila morena
Em cada rosto igualdade
O povo é quem mais ordena.

À sombra duma azinheira
Que já não sabia a idade
Jurei ter por companheira
Grândola a tua vontade
Grândola a tua vontade
Jurei ter por companheira
À sombra duma azinheira
Que já não sabia a idade.

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Grândola, città dei Mori
terra di fratellanza
è il popolo che più comanda
dentro di te, o città.
Dentro di te, o città
è il popolo che più comanda
terra di fratellanza,
Grândola città dei Mori.

A ogni angolo un amico,
su ogni volto l’uguaglianza
Grândola città di mori
terra di fratellanza
terra di fratellanza,
Grândola città di mori
su ogni volto l’uguaglianza,
è il popolo che più comanda.

All’ombra d’un leccio
che non sa più quanti anni ha
giurai d’aver per compagna
Grândola, la tua volontà.
Grândola, la tua volontà
giurai d’aver per compagna
all’ombra d’un leccio
che non sa più quanti anni ha.

 

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Note

1) La storia narra che l’ordine di mandare in onda Grândola Vila Morena nella trasmissione notturna “Limite” fu dato già alle 14.00 del 24 aprile. Il responsabile del collegamento Carlos Albino, non avendo controllato prima, si accorge che negli studi della radio non esisteva nessuna copia della canzone (essendo del resto un brano proibito). Si reca allora in segreto alla libreria “Opinião” e compra l’album Cántigas do Maio di José Afonso che, nonostante contenesse il brano incriminato, era liberamente in vendita (miracoli della censura!)

2) La storia dei garofani rossi
Un ristorante in Rua Braamcamp, nei pressi di piazza Marques de Pombal, festeggiava proprio quella sera un anno dalla sua apertura. Il proprietario decise di omaggiare i clienti con garofani rossi. Celeste Martin Caerio, una dipendente, alla fine del suo turno torna a casa con un mazzo dei garofani avanzati. imbattendosi in una colonna di militari diretti al centro. Si informa su cosa stia succedendo. E’ una Rivoluzione signora! Un militare le chiede una sigarette ma, non avendone, Celeste lo omaggia con mazzetto di garofani rossi, l’unica cosa che aveva da donare. Il militare ne infila uno nella canna del fucile. Celeste segue i militari continuando a distribuire garofani ai soldati incontrati durante il cammino.

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